La Casa sulle Sabbie Mobili di Carlton Mellick III

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Con questo post sono orgogliosa di iniziare la mia collaborazione con il progetto Cosmolinea B-Log (già Pax Fantascientica), fondato da Arne Saknussemm (Cronache di un Sole Lontano) e Nick Parisi (Nocturnia).
L’intento che ha messo in moto questo progetto è quello di promuovere collaborazioni tra persone che condividono l’amore per la fantascienza e amano parlarne sui propri blog.
A coinvolgermi in questa avventura è stato il mio stimato collega di blogging Derek Zoo di
Un Blog Senza Pretese, con cui avviene il mio primo “scambio culturale”: entrambi vi proponiamo una recensione di La casa sulle sabbie mobili di Carlton Mellick III. La sua la trovate qui: decidete voi quale leggere per prima. Non è una gara a chi ha scritto la recensione più bella, semplicemente ci piace pensare che il confronto e lo scambio d’idee sugli stessi argomenti sia un punto di partenza per la crescita di ciascuno.
Ringrazio i membri del progetto per avermi dato la possibilità di partecipare a questa splendida iniziativa.
Ora, sotto con la recensione!

Mi fido di Vaporteppa perché le sue pubblicazioni non deludono mai, e nel caso di racconti come La Casa sulle Sabbie Mobili di Carlton Mellick III non solo non si smentiscono, ma lasciano anche il segno.
Ci sono diversi motivi per i quali La Casa sulle Sabbie Mobili si è rivelato una lettura interessantissima: prima di tutto, è un racconto che appartiene alla Bizarro Fiction, genere che non conoscevo e le cui caratteristiche insolite mi hanno fatto assaporare un gusto nuovo.
In secondo luogo, c’è il fatto che La Casa sulle Sabbie Mobili è uno di quei libri (insospettabili) che, quando li inizi a leggere, semplicemente non riesci più a smettere.

Intanto, due parole sull’autore. Carlton Mellick III è attivo sia nella fantascienza che nel fantasy e ha avuto un ruolo centrale nella fondazione della Bizarro Fiction, un genere in cui si mescolano horror, fantasy e fantascienza. Le caratteristiche della Bizzaro Fiction sono state ben sviscerate nell’ottimo saggio “Introduzione alla Bizarro Fiction” di Chiara Gamberetta, a cui vi consiglio di dare un’occhiata (fa parte dell’ebook di La Casa sulle Sabbie Mobili).

Veniamo alla trama del racconto.
Tick e Polly vivono in una sorta di mini appartamento in cui hanno tutto ciò che gli occorre: vestiti, giocattoli, regali di compleanno, cibo a volontà e una tata che si occupa di loro e provvede ad ogni loro necessità. L’unica cosa che manca sono i loro genitori: fratello e sorella vivono in attesa che la loro mamma e il loro papà vengano a prenderli.
Uscire dall’appartamento è assolutamente proibito: fuori dalla porta ci sono i Creeper, i terribili mostri del buio che portano via i bambini.
Un giorno l’impianto che regola il funzionamento dell’appartamento si rompe. Le macchine incaricate di servire i pasti iniziano a servire intrugli immondi e non c’è nessuno che possa ripararle. Tick e Polly sono costretti ad andare alla ricerca dei propri genitori affrontando il resto della casa: li attende un labirinto di stanze e corridoi popolato da creature mostruose e bizzarre,  in cui scopriranno che il mondo che li attende è molto diverso da quello che si aspettavano.

L'edizione inglese del racconto di Mellick. C'è un commento di Cory Doctorow, il che fa di me una persona felice.
L’edizione inglese del racconto di Mellick. C’è un commento di Cory Doctorow, il che fa di me una persona felice.

In perfetto stile Bizarro Fiction, La Casa sulle Sabbie Mobili mescola horror, fantascienza e fantasy.
L’idea di un libro in cui compaiono tutti questi generi insieme vi sta storcere il naso? Credetemi, non è proprio il caso.
La Casa sulle Sabbie Mobili è un libro avventuroso, visionario e deliziosamente folle che vi terrà incollati dalla prima all’ultima pagina, e dopo ne vorrete ancora.

Una delle cose che ho trovato più interessanti di questo libro è la sua struttura, che appare basata su un parallelismo tra la grandezza degli spazi e l’ampiezza della “visione globale” dei personaggi. Da un spazio domestico ristretto, specchio del limitato punto di vista dei due piccoli protagonisti, il lettore viene condotto poco a poco verso spazi e consapevolezze sempre più grandi, in un susseguirsi di rivelazioni bizzarre che svelano gradualmente un’ambientazione tanto sconvolgente quanto assurdamente meravigliosa.
Come lettori, le nostre conoscenze del mondo di La Casa sulle Sabbie Mobili procedono di pari passo con quella dei due piccoli protagonisti, con cui condividiamo l’angoscia, l’incertezza e la sorpresa lungo l’impossibile cammino che stanno percorrendo. Ogni piccolo frammento di mondo che viene svelato è destinato a mutare di lì a poco, si trasforma, si stravolge, si ribalta del tutto, in un saliscendi tra i piani della casa in cui i protagonisti (e il lettore con loro) cercano disperatamente un appiglio solido per scampare a una realtà mutevole e insidiosa – proprio come le sabbie mobili.
Va detto che Mellick è abilissimo nello svelare i segreti giusto poche pagine prima che il lettore arrivi da solo a capire, ed è altrettanto bravo a introdurre un mistero più grande laddove se ne è appena chiarito uno più piccolo.

L’intera opera è inoltre percorsa da una specie di logica da cartone animato, in cui non solo le cose più straordinarie vengono affrontate come se fossero assolutamente normali, ma il bizzarro stesso diventa la norma. Tuttavia, niente di ciò che accade in La Casa sulle Sabbie Mobili è illogico: sembra un paradosso, ma è così. Gli elementi strani si combinano tra loro come rotelle di un ingranaggio, rivelando una visione globale del tutto coerente.
È in questa peculiarità che l’opera di Mellick rivela la sua potenza: nel modo in cui genera un quadro e un senso perfettamente razionali attraverso elementi e vicende assurde. Cosa che, a mio parere, rende questo racconto lungo non solo affascinante e divertente, ma anche, non ho paura di dirlo, intellettualmente stimolante.

Se ancora non vi ho convinto a leggere questa racconto, mi gioco l’ultima carta: il libro ha una delle copertine più fighe che si siano mai viste. Vi pare poco?

Infine, vi invito anche a leggere l’articolo scritto dalla traduttrice del libro, Silvia Sciascia, che chiarisce alcuni elementi dello stile di Mellick e del modo in cui costruisce i suoi mondi “bizzarri”.

Alla prossima!

2 thoughts on “La Casa sulle Sabbie Mobili di Carlton Mellick III

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