Premi Hugo 2015: Il giorno che il mondo si mise a testa in giù di Thomas Olde Heuvelt

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Rieccoci qua, dopo una breve pausa natalizia. Non vi tedio con il resoconto su come sono andate le mie vacanze (sappiate però che ho traslocato e che le tanto agognate letture natalizie sono state accantonate per dedicarmi a scatoloni, nastro adesivo e imprecazioni) e passo subito a parlarvi del racconto di Thomas Olde Heuvelt.

Il giorno che il mondo si mise a testa in giù (The Day the World Turned Upside Down) ha vinto il Premio Hugo del 2015 nella categoria novelette, ed è stato proposto in traduzione da Robot 76 (uscito a dicembre). 

26899-robot76-digitalQualche nota biografica preliminare: questo è l’unico racconto a non rientrare in una delle liste di finalisti “promosse” dai Sad Puppies nelle nomination per il premio Hugo (se non conoscete la triste storia, leggete questo articolo), nonché il primo racconto originariamente non in lingua inglese a vincere l’Hugo.

Lo spunto del racconto è davvero interessante: la forza di gravità si è capovolta all’improvviso e ha mandato il mondo letteralmente a gambe all’aria.

In questo scenario surreale, Toby, il protagonista, deve riuscire a tutti i costi a raggiungere la casa della ex fidanzata facendo attenzione a tre cose: non “cadere” nel cielo, non far morire il pesce della sua ex e prendersi cura di Dawnie, una bambina che incontra sul suo cammino.

 Tra case rovesciate, persone attaccate ai soffitti, oggetti che vorticano nell’aria e cavi da rimorchio usati per aprirsi un sentiero nel mondo a gravità invertita, lo scenario è a dir poco affascinante.
Thomas Olde Heuvelt avrebbe potuto inventarsi molte storie da ambientare su questo sfondo, ma sceglie una “quest” in cui il protagonista deve raggiungere la casa dell’amata che il giorno prima lo ha lasciato.
Il mondo che si capovolge appare da subito come una metafora della condizione interiore del protagonista, dello sconvolgimento che ha subito il suo mondo nel momento in cui la ex fidanzata ha interrotto la relazione gettandolo nella disperazione.
L’impostazione metaforica ha un effetto straniante: davanti alla tragedia avvenuta Toby non riesce a pensare ad altro che alla ex, mostrando una freddezza sconcertante verso la morte di milioni di persone.

Thomas-Olde-Heuvelt-2011Confesso che Toby è uno dei protagonisti più narcisisti e insopportabili che mi siano mai capitati.
[SPOILER ALERT – riprendete dall’inizio del prossimo paragrafo] E’ impossibile non odiarlo nella scena in cui ha la possibilità di salvare la donna rimasta aggrappata al recinto e invece sceglie di salvare il pesciolino della ex.
Senza contare che, quando finalmente riesce a raggiungere la ex fidanzata (ferita dopo il ribaltamento) e scopre di essere stato tradito, perde ogni interesse verso di lei e la lascia dov’è (ed è facile immaginare che lei muoia poco dopo).

Ho anche avuto non poche difficoltà a capire come fa il protagonista a muoversi in un mondo a gravità invertita, e ammetto che a un certo punto ho proprio rinunciato a capire.
Può essere che qualcosa sia andato perso nella traduzione (anche nella versione in inglese si incontrano le stesse difficoltà).

A essere del tutto onesti non so se questo racconto avrebbe vinto l’Hugo se non fosse stato per il casino fatto dai Sad Puppies, ma il fatto di essere l’unico racconto a non essere nelle loro liste per me rappresenta una ragione più che sufficiente per essere contenta che l’abbia fatto.

Non vorrei che i toni poco entusiasti della recensione ne scoraggiassero la lettura: Il giorno che il mondo si mise a testa in giù è senza dubbio una lettura da fare, soprattutto per gli scenari spettacolari, lo stile piacevole di Thomas Olde Heuvelt (che nei Paesi Bassi ha all’attivo già cinque romanzi), la componente romantica (finché dura, e al netto della carenza di empatia verso l’umanità) e per vedere cosa offre la narrativa di fantascienza europea non anglofona.

Qui trovate il racconto in inglese.

Prossimamente: il post dei buoni propositi sulle prossime letture, ché nel 2016 ho intenzione di leggere molto di più quanto ho fatto nel 2015.

Alla prossima!

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