Il resoconto delle letture estive

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L’estate è finita e anche stavolta non sono riuscita a leggere tutto quello che avrei voluto.
Ho letto poco sotto l’ombrellone, più che altro ho letto in viaggio: in aereo, in treno, nella mia stanzetta di Amsterdam, sotto gli alberi della Garfagnana dopo un giretto in moto.
Ci sono stati alti e bassi, com’è giusto che sia, ma c’è di buono che gli alti spesso sono stati altissimi (Le piume di Vurt, tanto per dire) e i bassi sono stati semplicemente bassi.
Di seguito, qualcuna delle letture estive che mi hanno accompagnato durante i viaggi.

robot78_digitalRobot 78

Finalmente un numero di Robot che mi piace dall’inizio alla fine: belli i racconti, belli i saggi, bello tutto.
Tra i racconti troviamo Nostra Signora della Strada di Sarah Pinsker, vincitore del Nebula 2015, una bellissima storia sci-fi basata su un’idea semplice e fantastica in cui la vera protagonista è la musica; i racconti finalisti al Premio Robot di quest’anno I Corridori di Lorenzo Crescentini e Le Piantagioni di Luigi Calisi, entrambi molto avvincenti; Vedi la mia gente che non può morire di Nicola Gallo, che ambienta una vicenda paranormale nella Genova del dopoguerra che ha ancora dei conti in sospeso con il nazifascismo, Un pomeriggio sul pianeta Terra di Susanna Raule, ambientato nella Londra Vittoriana, e il mio racconto preferito di tutta la rivista, Poiché ho toccato il cielo di Mike Resnick.
Tra i saggi segnalo l’intervista a G.R.R. Martin e soprattuto quello sulle relazioni di genere nella fantascienza antropologica del mio stimato collega di blogging Donato Rotelli, di Un blog senza pretese: un’interessante dissertazione sulle tematiche della sessualità e dei rapporti di genere in alcuni romanzi di fantascienza contemporanei.
Davvero un’ottima lettura.

vurtLe Piume di Vurt di Jeff Noon

Di sicuro uno dei libri più belli che ho letto nel corso dell’ultimo anno, se non addirittura dell’ultimo quinquennio.
Volevo scrivere un post dedicato solo a questo romanzo, ma mi sono resa conta di non sapere neppure da dove iniziare. Le Piume di Vurt è un’avventura cyberpunk allucinata e visionaria, una girandola psichedelica tra droghe, sobborghi, notti insonni, altre dimensioni, inconsci malati e una storia d’amore dai connotati proibiti.
Nel susseguirsi febbrile di scene si ritrovano gli elementi dell’amor cortese, soprattutto nella ricerca disperata dell’amata perduta e venerata, cosa che dà a tutto una nota decisa di epico.
Pur avendolo adorato, non so se consigliarlo. Molti lettori potrebbero storcere il naso davanti alla visionarietà di Jeff Noon e io non voglio responsabilità. Anche perché se mi si parla male di Le Piume di Vurt tendo democraticamente a mordere.
Per cui, leggetelo solo se siete amanti del cyberpunk. E se vi piacciono le atmosfere alla trainspotting. Oh, e anche se siete dei romantici disperati.

003e4743_mediumUn Regno in Ombra di China Miéville

La trama: rientrato a casa da un viaggio, Saul Garamond si infila di nascosto in camera sua per evitare di incontrare il padre. Si sveglia quando la polizia fa irruzione in casa: il padre è stato assassinato e lui è il sospettato principale. Finisce in cella, ma viene aiutato a fuggire da un misterioso individuo che si rivela essere Re Ratto, il capo destituito dell’esercito di roditori scacciati dal Pifferaio Magico settecento anni prima… nonché suo zio.
Un Regno in Ombra è il romanzo d’esordio di China Miéville, spesso paragonato a Nessun Dove di Neil Gaiman. Ci sono molti dei tratti distintivi dello stile di Miéville: descrizioni minuziose, paesaggi evocativi, tendenza a mettere in discussione le convenzioni del genere.
Ho trovato affascinanti gli arrampicamenti rocamboleschi sui tetti e le facciate dei palazzi, ma a parte questo, i personaggi sono poco accattivanti, le scene mai del tutto a fuoco, la narrazione lenta e non di rado banale.
Non so, leggere questo libro è stato come veder passare un carrello di torte bellissime senza poterne assaggiare nemmeno una fetta. Il potenziale c’è, ma fa davvero fatica a emergere.
In breve: meglio leggere altro di China Miéville.

Abaddon_copertina_900x1200Abaddon di Giuseppe Menconi

Un romanzo edito da Vaporteppa, un nome di cui mi fido per l’ottima qualità delle pubblicazioni.
Il maggiore William Boore è un eroe di guerra a cui è stato assegnato l’incarico di sorvegliare Abaddon, un’immensa astronave aliena che da sessant’anni resta sospesa tra il Golden Gate e Alcatraz, completamente inaccessibile. Molti pensano che gli alieni al suo interno siano morti e che ormai l’astronave non si aprirà più, ma un giorno gli scudi di energia si abbassano e William, con la sua squadra, dovrà affrontare gli orrori che si celano al suo interno… e che faranno riemergere anche quelli del suo passato.
Nulla di troppo nuovo sotto al sole, ma Abaddon di Giuseppe Menconi ha dalla sua una grande scorrevolezza e un buon ritmo che lo rendono una lettura davvero piacevole. Sicuramente da prendere al volo.

34-Leterno-addio-CQiufanL’eterno addio di Chen Qiufan

Edito da Future Fiction, collana che propone spesso fantascienza di provenienza orientale, L’eterno Addio propone tre racconti di Chen Qiufan, autore vincitore del Nebula cinese.
Nel primo, Buddhagram, un consulente di marketing trova una strategia per lanciare l’app del secolo, che ha effetti al di là del normale sugli utenti.
Nel secondo racconto, I pesci di Lijiang, un impiegato con una rigida routine lavorativa deve prendere due settimane di ferie per rallentare i ritmi: va nel paese di Lijiang, dove non ci sono né computer né televisori, tutto è genuino e ogni cosa segue i ritmi naturali. Ma è così per davvero?
Nel terzo racconto, L’eterno addio, un malato terminale accetta di sottoporsi a un esperimento di fusione mentale con un verme che abita i fondali marini: cosa resterà dei suoi ricordi e dell’ultimo addio detto a sua moglie dopo la fusione?
Sono già diversi anni che gli autori di fantascienza cinesi occupano una posizione molto in altro nella mia classifica, e Chen Qiufan non fa eccezione. Nel caso di questa raccolta, il ritmo dei racconti a volte s’inceppa un po’, ma si tratta di tre storie interessantissime e dai concept fantascientifici insoliti ed originali.
Considerando che si leggono in un paio d’ore, direi proprio che non potete perdervelo.

 

 

 

 

 

2 thoughts on “Il resoconto delle letture estive

  1. Grazie della menzione, Linda! Di Jeff Noon ho già sullo scaffale Polline, ma ora mi è venuta voglia di leggere Le piume di Vurt. In che senso “amor cortese”? Citato letteralmente o solo nello spirito? Mi sa che devo mettermi a caccia del libro…

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